Stavolta l’hanno fatta grossa! Ci mancava solo che, a dispetto del proverbio, mettessero di mezzo i santi: Padre Pio assunto come consulente elettorale di Scapagnini, S. Agata coinvolta suo malgrado negli affari delle famiglie mafiose.
Nemmeno Giuliano Ferrara, che eppure non ci va leggero, quando ha paragonato la legge 194 alla pena di morte non è riuscito a provocare un simile putiferio. Il nostro sindaco ha vissuto un momento personale difficile ma non riesco a sottrarmi ad una domanda. A quale categoria dobbiamo iscrivere il beneamato primo cittadino: ateo devoto, converso, novello battista purificato dall’acqua del fatidico vaso di S. Giovanni Rotondo? Non è che me ne importi granché, ma ormai non c‘è politico che non ci renda quotidianamente edotti del suo camino verso la luce della fede; è l’unico elemento bipartisan che sopravvive.
Sorge un sospetto: vuoi vedere che, per quanto riguarda Catania, tanto zelo religioso deriva dalla consapevolezza che ai disastri provocati da quest’amministrazione non riuscirebbe a rimediare neanche un miracolo? Assai più serio mi pare invece quanto sta emergendo nell’inchiesta relativa al controllo esercitato sui festeggiamenti agatini. Diversi quotidiani nazionali hanno riportato nei giorni scorsi che le celebrazioni catanesi sono le terze al mondo per numero di partecipanti: è normale che attorno ad essi si concentrino notevoli attività economiche. Emerge ancora una volta che la criminalità organizzata tende a diffondere capillarmente la sua presenza anche dove non era facile aspettarselo.
In realtà non è del tutto una sorpresa: giravano voci, ora l’inchiesta giudiziaria è chiamata a recidere chirurgicamente ogni legame ma gli organizzatori della festa ed il milieu malavitoso che si era consolidato attorno ad essa. Ciò che mi interessa è mettere in evidenza che anche questo episodio si iscrive nel degrado progressivo ed apparentemente irreversibile della nostra città. E’ tempo di dire basta. È il momento che le persone per bene si mettano insieme per cacciare i mercanti dal tempio.
dal periodico online IL DITO
Nessun commento:
Posta un commento